Presentazione del Sistema Solare:
dalla fisica alla cinematica
Livia Giacomini

Indice:

1 Presentazione Fisica
Le caratteristiche del sole e dei pianeti: dimensioni, etc…
Pianeti solidi e gassosi

2 Visione Evolutiva
Teoria sulla formazione del sistema solare: la teoria di Safronov

3 Visione Cinematica

La storia della cinematica: un esempio di metodo scientifico
Le leggi di Keplero: capiamole con le animazioni
Come si studia oggi la cinematica: il computer

 


1 Presentazione fisica

Parliamo del Sistema solare dal punto di vista fisico.

Il sistema solare e' composto dalla stella Sole e da nove pianeti che le orbitano intorno.
I pianeti vengono solitamente divisi in pianeti di tipo terrestre (Mercurio, Venere, Terra e Marte) e pianeti di tipo gassoso (i piu' esterni). Questa diversa natura dei pianeti interni ed esterni puo' essere spiegata nell'ambito delle piu' recenti teorie sulla formazione del Sistema solare.

Oltre ai pianeti, esistono un gran numero di corpi minori (come asteroidi e comete) ed un totale di 61 lune, o satelliti dei pianeti.

corpo diametro (Km) distanza dal sole (Km) numero di Satelliti
Sole 1,391,900 - -
Mercurio 4,878 57,910,000 0
Venere 12,104 108,200,000 0
Terra 12,756 149,600,000 1
Marte 6,794 227,940,000 2
Giove 142,984 778,330,000 16
Saturno 120,536 1,429,400,000 18
Urano 51,118 2,870,990,000 15
Nettuno 49,528 4,504,300,000 8
Plutone 2,300 5,913,520,000 1

Per avere un'idea delle distanze al di fuori del Sistema Solare: se dal al sole a Plutone, il sistema solare misura circa 40 UA (40 volte la distanza media terra sole), dal sole a Proxima Centauri (la prossima stella) c'e' una distanza di 4,22 anni luce (ovvero 40.000 milliardi di Km)

 

Il Sole è la nostra stella, ed e' situata in un braccio della nostra Galassia. E' una stella di media grandezza (malgrado, come dimensioni, misuri circa 109 volte la Terra) e di mezza eta’ (circa 5 milliardi di anni!).
Il Sole è composto in maggior parte di H e elio (90% H e 10% He) e presenta una magnetosfera con un ciclo solare di circa 11 anni (scaduti i quali si possono osservare eruzioni e tempeste solari...)

La differenza sostanziale tra una stella (come il Sole) ed i pianeti che le ruotano intorno, e’ che il sole, per esperienza di tutti i giorni irradia, emette energia in forma di luce visibile e non. Questo e' dovuto alla combustione dell’H che avviene nel nucleo (la Temperatura al centro e’ di circa 15 millioni di gradi mentre sulla superifice 500 gradi Celsius). I pianeti sono invece visibili solo perche' riflettono la luce.

 

I 4 pianeti piu' vicini al sole (Mercurio, Venere, Terra e Marte) sono chiamati di tipo terrestre e presentano delle caratteristiche comuni:

- hanno superfici solide e la loro struttura interna puo' essere suddivisa in un nucleo interno, un mantello ed una crosta;


- hanno un'atmosfera (come quasi tutti i pianeti del sistema solare e le loro lune). Queste atmosfere sono pero' sostanzialmente diverse ed influenzano il clima. Per esempio, Venere ha un’atmosefera densa di CO2 con tracce di gas velenosi che lascia difficilmente passare i raggi del sole, mentre Marte ha un’atmosfera molto sottile e rarefatta...

- hanno superfici con evidenti segni craterizzazione.
Infatti, tutti i pianeti e le lune catturano ancora oggi un'infinita' di oggetti piu' o meno piccoli presenti nel sistema solare (dai granelli di polvere a corpi minori come asteroidi o comete). Questi oggetti vengono catturati dalla gravita' del pianeta (o della luna) e, se sufficientemente grandi da non essere consumati nell'attraversare l'atmosfera, cadono sulla superficie del pianeta formando dei crateri piu' o meno grandi .
Sui pianeti come la Terra, dove la presenza di un'atmosfera densa e di fenomeni che tendono a cancellare le tracce dei crateri (come l'erosione, i fenomeni geologici, il vulcanismo...) i crateri risultano meno evidenti e piu' difficilmente riconoscibili. Comunque, il processo di craterizzazione per impatto, riguarda tutti i corpi del sistema solare ed e' stato molto piu' violento in una particolare fase della formazione del Sistema solare.
Inoltre, lo studio dei crateri permette di formulare delle ipotesi sulla formazione sistema solare ed effettuare una datazione dei corpi stessi (in funzione della densita' dei crateri).

 

Perché ci interessa particolarmente Marte?

- E' molto simile Terra per dimensioni (è circa la metà della Terra)
- Essendo il pianeta piu' vicino, e' da sempre oggetto di leggende: dalla vita su Marte, all'osservazione dei canali di irrigazione fino alla faccia vista nelle osservazioni del Viking...

In realtà, oggi Marte è stato fotografato e studiato da vicino e si e' scoperto che:

- la Temperatura e l'atmosfera ( CO2) rendono il pianeta non abitabile
- esistono delle calotte di CO2 solida all’equatore che crescono e si riducono al variare delle stagioni
- non sono stati trovati canali ma letti di fiumi asciutti e delle evidenti tracce di erosione sulla superifice. Si e' dedotto che per milioni di anni, Marte, doveva essere coperto d’acqua
- sulla superfice del pianeta si trovano oggi solo tracce dei acqua. Si pensa dunque che l'acqua che scorreva sulla superficie sia imprigionata nel sottosuolo...
- sono presenti moltissimi vulcani attivi: il monte Olimpo, con la sua imponente altezza di 27 Km e' la piu' alta montagna volcanica del sistema solare

Andando piu' lontano, troviamo quattro pianeti (Giove, Saturno, Urano, Nettuno) chiamati giganti gassosi, molto diversi dai pianeti di tipo terrestre. Questi pianeti presentano alcune caratteristiche interessanti:

- Essendo lontani dalla Terra, tre dei quattro pianeti (non Giove) sono stati scoperti solo dopo l'invenzione del telescopio (l'ultimo e' Plutone, scoperto solo nel 1930);
- Sono pianeti gassosi (a parte Plutone, che deve essere analizzato separatamente) formati essenzialmente da idrogeno e elio (con un nucleo di roccia e ghiaccio) . Si puo' considerare che anche le loro atmosfere siano sostanzialmente composte da idrogeno e elio.
- Tutti i pianeti gassosi presentano degli anelli formati da particelle di ghiaccio o roccia di dimensioni che variano da granelli, a blocchi di dimensione di una casa (gli anelli di Saturno sono stati osservati per la prima volta da Galileo nel 1610, mentre bisogna aspettare le immagini del Voyager per osservare gli anelli degli altri pianeti gassosi).

Tra le diverse osservazioni dei pianeti piu' esterni del sistema solare, e' particolarmente interessante la storia della scoperta di Nettuno, essendo una diretta applicazione del metodo scientifico. Nel 1845, si cercava di capire l'orbita di Urano, ma le osservazioni non seguivano l'orbita teroica dedotta dal modello di sistema solare disponibile all'epoca.. E' stata dunque formulata un'ipotesi sull'esistenza di un pianeta piu' lontano di Urano (in seguito chiamato Nettuno) su basi del tutto teoriche, molto prima che esso venisse osservato.

Plutone e' il pianeta piu' lontano del sistema solare ed e' un vero mistero, poiche' e' stato osservato solo nel 1930 ed ancora non è stato target di nessuna missione spaziale (è l’unico del sistema solare). E' estremamente piccolo (piu piccolo della Luna) e ha una luna (Caronte) di dimensioni confrontabili con il pianeta stesso.

Plutone presenta diverse peculiarita' rispetto ai pianeti di tipo gassoso:

- non ha anelli
- non e' gassoso, ma ha una crosta solida ghiacciata
- ha un'orbita fortemente ellittica e inclinata.

Le sue stranezze hanno portato a ipotizzare che Plutone si sia formato diversamente dagli altri pianeti del sistema solare. Si pensa oggi che Plutone sia un corpo doppio (insieme a Caronte) che inizialmente costituiva un satellite di Nettuno...

 


Le lune di Giove

Nel Sistema Solare sono presenti in tutto 61 lune di forma e dimensione molto variabile. Esitono infatti corpi piu' grandi della nostra luna fino a corpi molto piccoli. Alcune di queste lune hanno un'atmosfera ed un campo magnetico.


Le lune possono essere divise in diversi tipi:

- grandi satelliti tra 3000 e 6000 Kn di forma sferica. Sono sostanzialmente i satelliti galileani di Giove (Io, Europa Ganimede e Callisto), il satellite più grande di Saturno (Titano) ed il satellite più grande di Nettuno (Tritone)

- piccoli satelliti tra 200 e 3000 Km. Sono i satelliti dei pianeti esterni

- piccoli oggetti < 200 Km. Hanno in genere forme irregolari. Questi piccoli oggetti possono essere di natura rocciosa (forse asteroidi catturati). Esempio Phobos e Deimos: satelliti di Marte

Tra le lune del Sistema Solare alcuni corpi sono particolarmente interessanti:
- Io (una luna di di Giove): e' il corpo piu' attivo vulcanicamente dell'intero sistema solare. La sua superifcie cambia molto velocemente (anche in poche settimane);
- Europa (una luna di Giove) semra nascondere un oceano congelato sotto la sua crosta...

Nel 1801 e’ stato scoperto Cerere, il primo asteroide, che viene inizialmente scambiato per un pianeta mancante tra Marte e Giove (a quei tempi la legge sperimentale di Titus – Bode sembrava descrivere bene le distanza tra i pianeti noti ed il Sole, ed individuava una gap a 2.8 UA, dove avrebbe dovuto trovarsi un pianeta mancante, e dove invece fu scoperto Cerere).
Cerere e’ il piu' grande degli asteroidi della fascia principale (misura 1250 Km). Da allora sono stati scoperti tantissimi asteroidi...

La maggior parte degli asteroidi e' situata nella fascia principale (situata tra Marte e Giove). La teoria parla di un pianeta che non e’ riuscito a formarsi tra Marte e Giove...


La main Belt


Comet 1996 B2
Le comete sono note da sempre anche se inizialmente venivano considerate più come dei presagi di cattiva sorte che come dei corpi celesti. Edmund Halley capi' per primo che la cometa (chiamata Halley dal suo nome) era un visitatore abituale che tornava regolarmente in vicinanza della terra (ogni 76 anni). La sua previsione sul ritorno della cometa nel 1758 si avverò.
Oggi, le comete sono viste come dei "rimasugli" della formazione del sistema solare e vengono considerate come gli oggetti che sono cambiati di meno dalla formazione del Sistema Solare.

Le comete sono delle palle di neve sporca: solo la parte centrale è solida (il nucleo, fatto di sabbia, roccia e ghiaccio). Quando una cometa si avvicina al sole, si scalda e avviene una sublimazione (vaporizzazione) del ghiaccio, che forma la chioma e le code. Esistono due code: la coda di ioni e la coda di gas, che hanno orientazioni diverse.

La maggior parte delle comete arriva da una regione che circonda il Sistema solare: la Nube di Oort, un vero e proprio dormitorio di comete inattive. Quando compare un elemento perturbativo nella nube (una stella che passa più vicina, una supernova, o altre perturbazioni), una cometa può essere gravitazionalmente perturbata da questo elemento e cambiare improvvisamente traiettoria, entrando nel sistema solare. Queste comete provenienti dalla Nube di Oort vengono chiamate di lungo periodo (possono passare anche solo una volta vicino alla Terra)
Un'altra regione dormitorio di comete è la Kuiper belt, una regione oltre l'orbita di Plutone, ma molto più vicina della Nube di Oort. Le comete provenienti da questa regione sono chaimate di corto periodo e possono trasformarsi in visitatori abituali delle regioni interne del sistema solare...

PROPOSTE DI LAVORO:

Come costruire dalle mappe dei modelli di pianeti realistici: la cartografia
Quali dati scientifici si possono leggere?
Vedi pagina:
http://www.solarviews.com/eng/ico.htm

 


2 Visione evolutiva: la formazione del sistema solare

La teoria oggi piu' accreditata e' la teoria di Safronov.

Questa teoria spiega sia le differenze tra pianeti di tipo terrestre e di tipo gassoso, sia la presenza di comete e asteroidi nell'attuale sistema solare. Un breve riassunto delle tappe salienti della formazione del sistema solare secondo questa teoria:

  • 5 miliardi anni fa, l'attuale sistema solare aveva la forma di una nube a temperatura molto bassa e a bassa pressione fatta di H e HE e grani di polvere molto piccoli (formati da carbonio e silicati). Questa nube primordiale e' inizialmente in lenta rotazione...
  • comincia il collasso gravitazionale (forse per una instabilita' gravitazionale, dovuta ad una regione piu' densa): la temperatura e la pressione della parte centrale della aumentano per effetto di questo collasso.
  • Ad un certo punto (quando le condizioni di temperatura e pressioni sono sufficienti: punto di innesco), l' H comincia a bruciare e nasce la protostella. In questa fase il 90% della massa globale della nebulosa e' stata catturata dalla protostella.
  • Per la conservazione del momento angolare, il restante 10% della materia non inglobata nella stella, forma un disco appiattito intorno alla protostella. Questa e' la fase di disco.
  • durante la fase di disco avviene l'accrescimento. In altre parole, i grani di polvere si scontrano ed hanno condizioni di velocita' tali da incollarsi dopo l'urto, formando grani piu' grandi (questi urti vengono chiamati anelastici)
  • Dopo 100.000 anni, i grani sono diventati rocce di alcuni Km, chiamate planetesimi. La composizione di questi planetesimi dipende dal punto del disco in cui si sono formati: nella parte piu interna rimangono solo rocce (i gas sublimano, essendo la temperatura piu' alta) mentre nelle parti piu esterne rimane del ghiaccio.
  • A questo punto inizia la fase di accrescimento dei pianeti : come succedeva per i grani polvere, i planetesimi si scontrano e in alcuni casi, si incollano formando dei protopianeti.

PROPOSTE DI LAVORO:


3 Visione cinematica

La cinematica è lo studio di COME si muovono i pianeti. Perchè studiamo la cinematica? E' un importante esempio storico dell'evoluzione del metodo scientifico e del concetto di modello scientifico.
In questa introduzione, ci occupiamo essenzialmente della scienza Europea: dai greci a Newton.

I primi modelli geocentrici

Nel modello Aristotelico (384-322 AC) ogni pianeta, il Sole e la luna sono fissati su delle sfere concentriche cristalline che si muovono intorno alla Terra. Questo primo modello è dunque geocentrico ed il moto dei pianeti e' circolare e uniforme.

Da allora, con l'aumentare della precisione delle osservazioni delle posizioni dei pianeti, gli astronomi continuarono a elaborare modelli sempre piu' complessi per spiegare il moto dei pianeti osservato.

Il grande problema di questi primi modelli, era il fatto che si osservava un effetto di moto retrogrado sull'orbita dei pianeti. Questo effetto ottico e' dovuto al fatto che anche la Terra si muove (quando il pianeta esterno, piu' lento, viene superato dalla Terra, si osserva un moto apparente retrogrado) e non puo' essere spiegato con un moto semplice moto circolare ed uniforme...

Il moto retrogrado visto dalla terra (http://www.astronomynotes.com)

 

Il modello tolemaico

Per spiegare queste osservazioni, nei modelli successivi vennero introdotti dei moti aggiuntivi dei pianeti, detti epicicli, che sovrapponendosi al moto di rivoluzione circolare ed uniforme del pianeta intorno alla Terra, permettessero di spiegare l'esistenza del moto retrogrado.

 

Il modello Tolemaico (si osservano gli epicicli)


Nel modelloTolemaico (come in altri modelli geocentrici) gli epicicli, moti aggiuntivi dei pianeti,
venivano introdotti per spiegare l'osservazione di moti retrogradi.(http://www.astronomynotes.com)


Dopo numerose correzioni ed aggiunte, si arriva al modello Tolemaico (85-165 DC ) dove la Terra e' stata leggermente spostata dal centro e ogni pianeta ha un moto che e' la sovrapposizione di un moto globale di rivoluzione (circolare e uniforme) e diversi epicicli (una semplice rappresentazione di questo moto e' il disegno sovrastante).

Il modello tolemaico e' rimasto attuale per circa 1500 anni (la sua forza e' stata quella di essere aggiornato sulle osservazioni piu' recenti ed accurate ed alla sua pubblicazione in un'opera colossale di 13 volumi).

La formulazione di questo modello e' un esempio del metodo scientifico. Infatti questo modello teorico viene riadattato per spiegare le osservazioni sperimentali, concetto alla base del metodo scientifico che verra' formulato in seguito.
Una considerazione importante riguarda pero' l'evoluzione del concetto di modello scientifico. In questo caso, infatti questo modello si basava sulla presenza di sfere trasparenti su cui dovevano poggiare i pianeti. Gli stessi pianeti dovevano per' compiere gli epicicli, spostandosi dalla superfice stessa della sfera. Questa visione era chiaramente strumentalista, cioe' questo modello era solo un accurato calcolatore del moto ma non una vera rappresentazione della realta' (anche perchè compiendo gli epicicli, i pianeti avrebbero frnatumato le sfere di cristallo...).Questa e' una differena sostanziale con il concetto attuale di modello scientifico che deve essere uno specchio della realta', fedele alla sua natura e al suo funzionamneto.

La rivoluzione copernicana

Copernico (1473-1543 DC) trova molti difetti al modello tolemaico (a cui erano stati aggiunti molti e molti epicicli, per spiegare le osservazioni sempre piu accurate).
Egli formula un modello eliocentrico (ponendo cioe' il Sole al centro) mantenendo pero' l'dea di un moto circolare uniforme dei pianeti (quindi usando ancora degli epicicli per spiegare le osservazioni sperimentali).
Copernico e' anche l'autore di altre scoperte: introduce il concetto di Unita Astronomica (distanza media terra sole) pur non misurandola. Egli usa questo importante concetto per esprimerein modo preciso le distanze relative nel sistema solare (calcolando queste distanze come semplici applicazioni di trigonometria). Copernico determina inoltre che i pianeti esterni sono più lenti, spiegando così il moto retrogado.

Copernico, a differenza dei suoi predecessori, pensava il suo modello come un descrizione della realta' (un vero modello scientifico attuale). I suoi contemporanei lo interpretavano invece, come un altro buon calcolatore del moto, non accettando l'idea che il Sole fosse materialmente al centro. Una delle grandi obiezioni che i contemporanei muovaveano al modello di Galileo rigurdava la mancanza di parallasse nelle osservazioni delle stelle lontane (cosa in realta' dovuta alla grande distanza delle stelle stesse, che a quei tempi era ignorata).

La parallasse:

Se consideriamo un osservatore che guarda dalla Terra delle stelle abbastanza vicine, esse appariranno in posizioni diverse (rispetto al cielo di riferimento) a seconda della posizione della Terra sulla sua orbita (nel disegno, in due momenti diversi dell'anno). Questo effetto e' chiamato parallasse.
Se aumenta la distanza delle stelle dal sole (distanza d) questo errore di parallasse diminuisce e dunque diventa sempre meno evidente.
Ai tempi di Copernico si pensava che le stelle fossero molto piu' vicine di quanto non lo siano realmente. Per cui, si pensava che, se la Terra fosse stata effettivamente in moto intorno al Sole, si sarebbe dovuto vedere un grande errore di parallasse sulla posizione delle stelle. L'assenza di questo effetto era una riprova del fatto che la Terra non potesse essere in moto intorno al sole...

 

Le leggi di Keplero

Le orbite dei pianeti intorno al Sole sono ancora oggi descritte in prima approssimazione da tre leggi chiamate leggi di Keplero.La storia della formulazione delle leggi di Keplero e' molto interessante ed e' un esempio dell'applicazione del metodo scientifico.

Tutto comincia da Tycho Brahe (1546-1601) che costrui' un modello del tutto equivalente, in termini di moto, al modello di Copernico, ma con la Terra al centro. Per refutare il modello Copernicano, calcolo' che se la Terra fosse stata in moto, allora le stelle dovevano distare da Saturno circa 700 volte la distanza da Saturno al Sole. La cosa sembrava impossibile per l'epoca anche se oggi sappiamo che la stella più vicina e' a 28500 volte questa distanza.
Brahe e' anche un ottimo sperimentale e fa delle osservazioni con un'incertezza di qualche arcominuto (circa 10 volte meglio di una persona con buona vista a occhio nudo!).
Unico neo di tutto il modello: le osservazioni sull'orbita di Marte (1546-1601) non quadravano con il modello teorico!.
A questo punto entra in gioco Keplero (1571-1630) che fu assunto da Brahe per sistemare i dettagli matematici che non quadravano nel suo modello.
Invece di lavorare su questa strada, Keplero lavora per migliorare il modello Copernicano (che non permetteva di spiegare comunque il moto dei pianeti, a causa delle orbite perfettamente circolari). Dopo diversi anni di lavoro ha un'idea folgorante: l'orbita dei pianeti non e' circolare ma ellittica...
I suoi contemporanei (compreso Galileo) non erano d'accordo...

Newton e nascita della dinamica

E' solo piu' tardi che Isaac Newton (1642-1727) ha dimostrato queste leggi come un'applicazione della legge di gravitazione universale ad un caso approssimato (un problema a 2 corpi…)

Infatti il sistema solare in prima approssimazione puo' essere schematizzato come un sistema a due corpi dove il Sole, di massa molto maggiore dei pianeti, e' fermo, e dove i pianeti, considerati puntiformi, non interagiscono tra loro nella lora orbita intorno al sole.

Con questa dimostrazione Newton inventa il calcolo infinitesimale...

Galileo

In seguito, Galileo (1564-1642) riprende questo modello eliocentrico presentandolo come una vera e propria rappresentazione della realtà (un vero modello scientifico attuale), asserendo per primo che il Sole doveva effettivamente situarsi al cnetro del sistema solare. Per questo, Galileo ebbe qualche problemino con la Chiesa dell'eopca...
Galileo è solitamente presentato come il padre della scienza moderna. Spesso la nascita del metodo scientifico viene attribuita al suo modello di sistema solare, che ha rimpiazzato i vecchi modelli geocentrici sulla base di chiare prove sperimentali (Galileo ha per primo usato il telescopio per fare delle osservazioni).

In realtà manca una tappa successiva, cioè la ricostruzione dell'esperimento in laboratorio (cosa non sempre facile in astrofisica!). Bisogna attendere ancora qualche tempo per avere delle prove sperimentali inconfutabili del moto della terra intorno al Sole (pendolo di Foucault...)

 

Le orbite dei pianeti intorno al sole sono descritte da tre leggi empiriche (basate solo su osservazioni sperimentali!) formulate per la prima volta da Johannes Kepler (1571-1630).
 

Prima legge di Keplero:

Le orbite dei pianeti sono delle ellissi con il Sole in uno dei due fuochi.


L'immagine e' solo un'illustrazione. In realta' le orbite sono molto meno schiacciate.
Alcune conseguenze importanti:
  • l'orbita di un pianeta e' completamente contenuta da un piano;
  • l'orbita e' chiusa e periodica;
  • La distanza tra sole e pianeta non e costante.


     

Seconda legge di Keplero:

La linea che collega il pianeta al sole spazza aree uguali in tempi uguali .


 
Una conseguenza molto importante di questa seconda legge e' che la velocita' del pianeta non e' costante.

Essendo l'orbita ellittica, la distanza pianeta sole non e' costante. Visto che l'area spazzata deve essere costante, il pianeta deve accelerare quando si avvicina al perielio (vedi animazione in basso).


Terza legge di Keplero:

Il rapporto tra il quadrato del periodo e il cubo del
semiasse maggiore sono costanti per tutti i pianeti: 

Questa terza legge implica che il periodo dei pianeti aumenta velocemente all'aumentare del raggio dell'orbita e dunque con la distanza dal sole: i pianeti piu' distanti ruotano molto piu' lentamente. Per questo i pianeti piu' distanti hanno degli "anni" molto piu' lunghi dei pianeti piu' interni.

Vedi la seguente pagina per un esperimento interessante:

http://www.solarviews.com/eng/edu/age.htm

 

Nella realta', il problema della cinematica del sistema solare è molto più complicato: ogni pianeta risente anche dell'attrazione gravitazionale degli altri pianeti (e' un problema a n corpi). Inoltre, esistono dei fenomeni perturbativi che su lunga scala possono influenzare il moto dei pianeti (il fenomeno delle risonanze...). Il moto, dunque, NON è perfettamente descritto dalle leggi Keplero e subisce delle variazioni su lunghi tempi (chiamate perturbazioni secolari)..

Oggi grazie ai computer, l'orbita dei pianeti e' perfettamente nota (è simulata) su lunghissimi periodi.

Il computer può inoltre determinare il moto di un corpo in casi molto più complessi. per esmpio, il moto di un asteroide (è il moto di un oggetto caotico soggetto a molte perturbazioni). Come? In questo caso, la risoluzione delle equazioni differenziali alla base del moto stesso viene effettuata in modo numerico, con una semplice simulazione numerica dell'orbita.

 

 

PROPOSTE DI LAVORO

L'anno (inteso come periodo)dei pianeti dipende dal periodo
Vedi in rete:
http://www.solarviews.com/eng/edu/age.htm

Impostiamo le equazioni del moto nel probelma a due corpi
Cos'e' un'equazione differenziale
Come si puo risolvere in modo approssimato
Il problema a n corpi


Per le immagini astronomiche di questa pagina, si ringrazia la NASA

 

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